I Diamanti Sintetici e il loro impatto commerciale
Gem Talks Vicenzaoro settembre 2018
La Fiera di Vicenzaoro a settembre 2018 ha visto per la prima volta i Gem Talks, pillole di gemmologia organizzati dall’Istituto Gemmologico Italiano e patrocinati da CIBJO, Borsa Diamanti d’Italia, Confcommercio e Associazione Gemmologica Italiana. Tra i molteplici argomenti trattati va rilevata la giornata in cui si è parlato dei diamanti sintetici, tema di particolare attualità che ha richiamato un folto e attento pubblico desideroso di approfondire l’argomento.
I relatori Thierry Silber, Fondatore e Ceo di Madestones, Loredana Prosperi, Responsabile Laboratorio dell’Istituto Gemmologico Italiano e Luigi Cosma, Presidente della Borsa Diamanti Italiana.
Il Presidente della Borsa Diamanti d’Italia Luigi Cosma ha parlato del loro impatto commerciale dopo il signor Silber che ha portato una relazione descrittiva sui sintetici e dopo che la dottoressa Prosperi si è occupata in modo esaustivo dell’aspetto propriamente gemmologico.
Il Presidente Luigi Cosma ha evidenziato che il target del diamante sintetico è indirizzato soprattutto ai giovani sottolineando che “i giovani prendono in gran parte le informazioni da internet ed è sufficiente fare del web-tourism per rendersi conto che il mercato del sintetico cerca di fare leva su temi specifici che possano attirare la loro sensibilità. E lo si fa speculando su determinati argomenti diffondendo notizie a volte distorte o esasperate a vantaggio dei diamanti sintetici. Le informazioni accessibili fanno si che si percepisca il sintetico come un’alternativa eco-compatibile ai diamanti naturali.” “Si diffonde la notizia sul costo ambientale di un diamante naturale, ma non si parla minimamente di quello sintetico e si strumentalizza l’era prima del Kimberly Process, con immagini storiche ad alto impatto, per associare il pensiero equo solidale al processo produttivo sintetico.”
Luigi Cosma ha affermato che l’informazione deve essere più obiettiva e arrivare ai giovani che sono i più sensibili al tema dell’ambiente e dei diritti umani e che costituiscono la fascia target di mercato dei diamanti fatti in laboratorio.
Nonostante allo stato attuale i diamanti sintetici corrispondano solo a circa il 2% della produzione globale dei diamanti, Cosma continua indicando la necessità di compiere delle azioni a sostegno del diamante naturale.
“Innanzitutto dichiarare sempre all’acquirente la natura del diamante nel caso sia sintetico o trattato poiché esiste il problema che possano essere venduti o mescolati nei lotti insieme ai naturali senza dichiararlo. Di conseguenza bisogna prestare la massima attenzione ai fornitori dai quali ci si approvvigiona e nel caso ci siano dei dubbi sulla natura del diamante bisogna ricorrere a laboratori specializzati in grado oggi di individuare in modo chiaro se i diamanti sono di provenienza naturale o artificiale.”
Il Presidente BDI Luigi Cosma dice inoltre che bisogna attenersi alle linee guida per la terminologia dei diamanti e seguire le definizioni accettate a livello internazionale utilizzate dall’Organizzazione Internazionale per gli Standard 18323 e dal Blue Book della CIBJO e questo deve essere fatto da tutti gli operatori in tutti gli step della filiera, dal produttore di grezzo al negoziante. Cosma insiste sul principio che a base del proprio agire bisogna proteggere il consumatore. Consumatore che se scoprisse di aver comprato dei diamanti sintetici al posto di naturali non comprerà mai più dei gioielli con diamanti per tutta la sua vita.” Cosma invita tutti ad operare con la massima professionalità per dimostrare integrità e trasparenza e a rispettare le rigide regole a cui è soggetto il settore del diamante.
Il Presidente della DBI fa notare che non c’è nessun tipo di tolleranza per una condotta illecita come quella di mescolare diamanti sintetici insieme a quelli naturali nei lotti o di vendere consapevolmente un diamante sintetico per naturale. I membri della WFDB che compiono tale frode verranno radiati dalla borsa di appartenenza e segnalati a tutte le borse affiliate alla Federazione Mondiale e inoltre perseguiti per attività fraudolenta.
È importante in questa direzione sostenere e diffondere il Kimberly Process che è l’accordo nato nel 2000 per la certificazione dei diamanti volto a garantire che i profitti ricavati dal commercio dei diamanti non vengano utilizzati per finanziare guerre civili. Di conseguenza i commercianti devono essere in grado di garantire l’intera filiera. La tracciabilità del prodotto fa parte di un programma etico e responsabile.
Informare che l’estrazione dei diamanti naturali è per paesi come l’Africa fonte di reddito e sostentamento per milioni di famiglie. E come si dice: I diamanti naturali portano il cibo sulle tavole.
Cercare di investire nel marketing come hanno fatto negli Stati Uniti, in Cina ed India dove i diamanti lab-grown sono stati contrastati dalla campagna pubblicitaria Real is Rare che ha avuto un ottimo riscontro. I diamanti creati in laboratorio sono facilmente reperibili poiché sono il frutto di un prodotto fatto in fabbrica nel giro di qualche mese o settimana.
Nonostante possano sembrare uguali e avere caratteristiche fisiche simili ai naturali sono un prodotto molto differente.
Trasmettere il valore del diamante legato alla sua naturalezza, alla sua storia, rarità ed unicità. I diamanti naturali si sono formati all’interno della crosta terrestre centinaia di milioni di anni fa.
Di conseguenza la disponibilità limitata dei diamanti naturali li rende rari, preziosi e quindi seducenti. Invece i diamanti sintetici non hanno nessuna storia romantica da raccontare a differenza dei naturali.
Inoltre i sintetici hanno un valore intrinseco molto basso se non addirittura insignificante.
I costi di produzione scendono continuamente e questo significa che la stessa pietra può essere prodotta un anno dopo ad un costo inferiore.
Lo stesso principio per cui una televisione oggi viene comprata a 500 euro e il prossimo anno si potrà trovare a 350 euro vale per i sintetici.
Dire che impatto avranno sul consumatore in Italia o all’estero è ancora presto.
Le opinioni degli operatori nella catena produttiva-commerciale sono diverse.
Per alcuni i diamanti sintetici potrebbero sortire un effetto boomerang positivo a vantaggio dei naturali per altri invece potrebbero essere un problema per il settore e creare un’ulteriore confusione per il consumatore. E questo sarebbe un danno per il settore.
Per Luigi Cosma sarà un prodotto a disposizione per alcune gioiellerie ma rappresenterà sempre una piccola parte dell’intero mercato.
È necessario dichiarare la natura del diamante qualora si tratti di un diamante fatto in laboratorio in modo che il consumatore abbia ben chiaro cosa stia comprando.
Il settore del diamante non risentirà della presenza del sintetico se ciascun operatore della filiera si renderà responsabilmente certificatore della provenienza della merce oggetto di vendita.
Bisogna inoltre fare marketing anche attraverso i social per raggiungere i giovani che non sono solo forse sensibili ad una certa informazione affinché possano comprendere maggiormente l’unicità del diamante e del suo specifico simbolismo.
Quindi il diamante sintetico resta un prodotto differente anche se simile al diamante naturale. Può essere una scelta alternativa per motivi economici ma il diamante naturale non ha paragoni perché è unico.
